Dott. Nasello - Massimo Ivaldo

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Un sorrisoli rende più forti

DOTTOR NASELLO...


Aspirante Medico
(o Medico Aspirante)


“Ti visito io o ti visiti tu?”
(se ci viene di giocare… con la vita)


Dove ti fa male?
Dove ti fa  bene?





Ti presento

Mi chiamo dottor Nasello, e sono un clown dottore. Non un Dottore clown: non sono “Putch Adams”, non ho studiato medicina, la mia formazione è quella dell’animatore sociale per anziani, poi di teatrante, soprattutto per bambini, poi di clown. I pagliacci del circo non mi hanno mai entusiasmato: trovavo fin da bambino le loro “gags” ripetitive e anche un po’ banali; per fortuna al circo mi ci hanno portato pochissimo. Oggi, preferisco pensare che invece di due clown, quello che ride e quello che piange, il “mio” clown possa reinterpretare  sentimenti contraddittori senza l’ausilio di una maschera, e riconoscere di volta in volta il riso e il pianto di chi gli sta vicino, e accettare le vittorie come le sconfitte. L’ospedale sembra un posto adatto per mettere l’accento sui sentimenti forti. La realtà predominante è quella della malattia, che genera stati opposti fra loro: quello del dolore, con le sue condizioni di inferiorità, passività, dipendenza, e quello della gioia, sorretto da reazioni come la voglia di vivere, di guarire, persino di ridere dei limiti imposti dal ricovero e dalle cure. Il dottor Nasello (nome motivato dalle mie evidenti caratteristiche nasali unite a quelle “acquatiche” del pagliaccio)  entra così in questo spazio composito, dove convivono riso e pianto, e sempre lacrime sono, e lui cerca di nuotarci con i suoi abitanti. 

Quando: una volta la settimana. Perché: credo che in questo lavoro ci sia una grande possibilità di scambio, tale che il “donatore” possa diventare il ricevente e viceversa. Come… ogni mio/mia collega clown, godo della formazione comune adottata dalla Fondazione Theodora, (di cui fanno parte i sette clown che operano principalmente al Gaslini di Genova e poi nelle Pediatrie di Livorno e Savona) e di percorsi artistici personalizzati e peculiarità caratteriali diverse.
A pochi mesi dal compimento del 4° anno di attività presso il Gaslini, provo a dedurre, con tutti i limiti di una sintesi schematica, una sequenza di “livelli di rapporti” razionalizzabili, che stanno dentro un lavoro che si muove, direbbe Nasello, sulle onde delle emozioni.
 Dal contatto all’incontro può passare un minuto o un mese o può non accadere ciò che si era sperato. I rapporti sfuggono ai giudizi in cerca di soluzioni preconfezionate e ogni relazione possiede la bellezza dell’unicità. Il dottor Nasello non è buono per tutte le stagioni, la possibilità che si “gioca” è quella di essere scelto, anche per prendersi dei pesci in faccia, se nella comunicazione sbocciano rabbia e dolore.
Oppure diventa un ape, le visite sono voli, si prende il polline qua e lo si porta là. Il polline è la forza dei genitori, la vitalità dei bambini, la disponibilità del personale ospedaliero, delle maestre, dei volontari. Forse il pagliaccio crede che le persone siano fiori, e l’ospedale un'altra stagione.















 
 
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