Massimo Ivaldo


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La Cicala e La Formica

In Scena



Compagnia Teatrale Massimo Ivaldo Spettacoli di Genova presenta

La Cicala e la Formica(un’altra storia)


Di Massimo Ivaldo,liberamente ispirato dalla Favola di Esopo “La Cicala e la Formica”.
Da un soggetto diretto da Fiorella ColomboeMassimo Ivaldo.
Con Hilary Nuvoli e Massimo Ivaldo.
Sceneecostumi: Laura di Biase Musiche: Federico Foce
LucieFonica: Antonio Carletti Mixaggio Suoni: Federico Bandiani
Grafica: Antonio De Vecchi. Stampa: Tipografia Ecologica KC, V. alla Stazione per Casella (Ge)
Collaborazioni: Marisa Varosio, Don Stefano (Parrocchia S. Sabina, V. Donghi),Pino Ivaldo, Erica Rosso

Dalla favola antica una nuova storia.

“… La Formica che ha il difetto di prestar malvolentieri, or domanda alla Cicala:
-
Tu che hai fatto fino a ieri?-
- Caro amico, mi sentivi!? Non ho fatto che cantare!-
-Tutto il tempo? Brava, ho gusto… Balla adesso, se ti pare!”-

Così finisce la favola di Esopo nei versi scritti da Jean de La Fontaine.
E come dice
Giglio, la Formica dello spettacolo, -Finisce male!- Soprattutto per Rosa, la Cicala: coi suoi canti melodiosi aveva dato corpo alla voce nascosta di Giglio. Che alla fine decanterà: “La nostra è un’altra storia!” E infatti può cambiare: “così come le nuvole, le favole, persino le persone: la Cicala e la Formica fanno la rivoluzione!”.
E allora raccontiamola dall’inizio, questa nuova storia.

Giglio è la Formica che non sempre riesce a stare in fila con gli altri: quando si stacca, va a cercare oggetti da riciclare. Trova una vecchia Scala di legno e decide di usarla come tana, dove stare tranquillo, al riparo da tutti quegli ordini e doveri che lo fanno marciare come un soldatino. Ma ecco giungere Rosa, cuor contento: danza e canta i colori dell’arcobaleno! E incanta Giglio, che rimane a bocca aperta: lui invece è stonato! E ora… anche in crisi: deve fare il suo dovere da “brava” Formica o concedersi il piacere di sognare e di cantare? Mentre confida a Rosa le sue emozioni vincendo le prime paure, ecco arrivare l’Inverno! La Cicala fugge impaurita dal temporale! E Giglio, sui gradini della sua tana (che Rosa vede come una Scala Musicale) sale nota per nota fino al SI: sì!... ha trovato il coraggio di essere se stesso, fino in fondo, e ora cerca l’infreddolita Rosa: non vuole più perdere l’amica libera e preziosa!
Grazie alle loro
nature messe in gioco con coraggio, i due protagonisti integrano le loro peculiarità anziché opporre dovere e piacere. Mostrando come in ogni situazione possano convivere due sguardi, due vite che percorse verso la cima, s’incontrano.

Un’altra storia e due esseri… “diversi”: ritrovati nelle emozioni che accomunano, ecco due insetti che diventano più grandi anche ai nostri occhi.

Poetica.

C'era una volta...” una Cicala e una Formica: la prima cantava, la seconda lavorava…
E dopo l'Estate
-narra la favola di Esopo-, arriva l'Inverno e la Cicala infreddolita bussa alla Formica che era stata previdente: ma questa, alle suppliche, proprio non ci sente...
Già:
una volta. A noi una è bastata, compresa la morale della favola che premia la Formica lungimirante condannando la Cicala a patire fame e freddo. Quella che noi raccontiamo, come dice il titolo completo, è… un'altra storia. E le storie possono cambiare e persino far sperare: che nessuna Formica escluda una Cicala, e viceversa.

Dopo La strega nella zuppa, anche LaCicala e laFormica decide di compiere una strada tutta sua, liberandosi a… passetti da un'altra caccia alle streghe: quella seguita dai luoghi comuni (-Le formiche di notte sono tutte uguali-, recita un proverbio) coi personaggi “fissi” a rappresentare il modo “giusto” da una parte, schierato contro quello “sbagliato” dall'altra.
La Formica
(disegnata nella favola di Esopo come personaggio positivo a tutto tondo nonostante l’estrema intransigenza verso la Cicala) fin dall’inizio dello spettacolo mostra il suo tormento. Giglio porta in scena il conflitto fra il suo ruolo, assegnatogli dal gruppo e irreggimentato da ordini e abitudini, e la sua anima creatrice di oggetti coi quali esprime una personalità difesa dentro un corpo rigido. Il mondo dove rischia di chiudersi è messo in discussione dall’arrivo di Rosa, che porta la sua realtà animata da rime e suoni. Non un’opposizione al silenzio di Giglio, silenzio che gli darà la possibilità di “sentire” il suo respiro, piuttosto un naturale canto che lentamente giunge a toccare le altrui corde superando le resistenze all’apertura.
Un percorso che teatralizza con fiducia l’accettazione di sé e dell’
altro: semplicemente e per fortuna, un essere complementare.



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