Massimo Ivaldo


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Recensioni


RECENSIONI




PARLAMI D'AMORE MARIA

“L'idea è ottima e ha anche il merito di essere controcorrente. Quanto a Massimo Ivaldo ci sono alcuni momenti davvero straordinari. E' bravo. (e non ne sono convinto da oggi)”
Prof. re Manlio Calegari, ricercatore di Storia Contemporanea all'Università di Genova



MASSIMO IVALDO: è stato un vero trionfo di bravura e simpatia! Devo dire che sono rimasta stupita dall'attenzione prestata da un pubblico non tanto facile: trattandosi di ragazzi così giovani) difficile catturare la loro attenzione , soprattutto con un testo serio e complesso. Bravo, è stato bravo! La messa in scena è entrata nel mio cuore emozionandomi! Grazie per quello che scrive!
Anna Alunno, scenografa e costumista de “La quinta praticabile”



“Parlami d'amore Maria" è uno spettacolo interessante ed educativo perché èun monologo a più voci che cercadi saldare tra loro le generazioni dei giovani e gli anziani. La vita passata e presente di alcune degenti di un ricoveroagli spettatori in modo evidente e nitido, senza sbavature.' l'esistenza dei nonni, il loro modo di vivere di una volta, i grandi valori della famiglia unita, della solidarietà, dell'amore vero. Tutto ècon abilità e delicatezza.”
Proff.sa Maria Isabella Pesce Manieri, insegnante del Liceo Psico Pedagogico di Genova



”Ci è piaciuto assai il vs./suo spett. Davvero. Ne ho visti 4 in 5 gg.:
Martedì 25: Serata dedicata a poeta E. Firpo al Teatro Garage
Mercoledì 26: La lunga vita di Marianna Ucria al Teatro Duse
Giovedì 27: Urlo di Pippo Del Bono al Teatro della Corte.
Tenuto conto della potenza dei mezzi a disposizione degli altri, il suo era il migliore. Grazie!”
Dott. Alberto Nocerino, Università' di Lettere (GE), Fondatore dell'Ass. “La Milonga”



“Lo spettacolo e il lavoro fatto con gli anziani della “DORIA” non solo è molto interessante dal punto di vista teatrale, ma di grande importanza e spessore dal punto di vista umano.
Augusto Boschi, giornalista del Secolo XIX



“Parlami d' amore, Maria”, tesoro svelato di umanità nascoste, è stato realizzato dalla compagnia TeatrOvunque di Genova, e ha raccolto molti riconoscimenti e apprezzamenti anche fuori dalla Liguria. Ivaldo, animatore, attore e autore teatrale, clown dottore per i bambini del Gaslini, sembra seguire l'ispirazione per restituire sollievo e identità attraverso lo specchio dei racconti.
Stefano Villa, “Le Pisma”, mensile d'informazione culturale della Provincia



“Parlami d'amore Maria è uno spettacolo interessante ed educativo perché è essenzialmente un monologo a più voci che cerca di saldare tra loro le generazioni dei giovani e gli anziani. La vita passata e presente di alcune degenti di un ricovero balza davanti agli spettatori in modo evidente e nitido, senza sbavature. E' l'esistenza dei nonni, il loro modo di vivere di una volta, i grandi valori della famiglia unita, della solidarietà, dell'amore vero. Tutto è condotto con abilità e delicatezza.”
Prof.sa Maria Isabella Pesce Manieri, insegnante del Liceo Psico Pedagogico di Genova



CUORE BALLERINO

Sonia Maranci, sul Corriere Mercantile: “…e Massimo Ivaldo, da solo in scena, coinvolge il pubblico con le sue storie d’amore, tragicomiche e divertenti: il buffo della vita



SE L'AMORE E' UN SI

“La scala musicale come scala ascendente che parte dal DO di dare, passa al FA di fare arrivando all'apice del SI. Con questo percorso due bravi comici spiegano a se stessi ed al pubblico cos'è l'Amore. Come è ormai consuetudine al Teatro Garage alla recitazione si unisce la musica, e ne esce uno spettacolo brillante che viene molto apprezzato dalla sala. Per sorridere sull'amore e ascoltare le sue note più poetiche, insieme a due bravi cantautori, autori anche del CD “DI AMORI e DI ACCORDI”, colonna sonora dello spettacolo

Francesco Ristori, 5 Febbraio 2010







IL PELO NELL'UOMO

Umberto Rossi, su Ogginotizie.it: “…è uno spettacolo che procede per accumulo. All’inizio sembra il classico monologo in cui un attore di buone doti racconta la sua vita con un pizzico d’ironia, ma ben presto il riso lascia spazio a una malinconia esistenziale che esplode nella denuncia della violenza sulle donne – violenza di cui lo stesso interprete è motore – sino a chiudere il discorso con una sorta di sogno in cui l’equilibrio è riconquistato, la dimensione umana riaffermata. In questo modo si passa dai teneri ricordi del nonno mezzadro, con la berretta calzata anche in casa, la madre apprensiva, le sorelle invadenti, il prete curioso delle abitudini sessuali, al ritratto di un uomo che non dissimula le contraddizioni che lo agitano e fa i conti con un impudente maschilismo compulsivo. Un essere umano che di tutto questo si rende conto, fa ammenda e sublima nell’orizzonte di una redenzione consapevole e quasi totale. L’attore e autore, coadiuvato dalle canzoni e dalle musiche di Federico Foce, alza il tono del discorso, supera il recinto autobiografico per approdare al ritratto umanissimo di un giovane del nostro tempo. Del suo personaggio non tace le contraddizioni o le pecche, anche se non le inalbera in maniera imbarazzante, ma guarda dentro di se e di molti altri suoi simili con quieta onestà e sguardo limpido. Una proposta davvero interessante. (12 Maggio 2012)


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