In Scena
Bernardo è figlio unico, ed è un bambino che gioca da solo. Anzi, con un cucchiaio di legno che gli fa da compagnia, da difesa, da coscienza. Che è anche il suo cavallo che cavalca grandi avventure, il cannocchiale che guarda oltre il parco, il remo che sfugge le Cascate, i baffoni se Bernardo ha paura della… Strega. Questa paura gliel’ha indotta la mamma, che lo invita a stare in casa per non: sudare, correre forte, andare nelle pozzanghere, parlare con gli sconosciuti, cioè: quelli grassi, quelli magri, troppo scuri o troppo bassi.
Ma anche in un parco si possono fare… incontri a sorpresa!
In una delle sue esplorazioni, Bernardo incontra due Nere figure! Un gatto insieme a… una vecchia spaventevole rugosa e pure un po’ matta! Parla col gatto! Canta una canzone da brividi: “Maramao perché sei morto?” e dice delle frasi come: ”Quante gatte da pelare!”
Seguendo il gatto, Bernardo entrerà nella sua abitazione piena di ombre. E qui scoprirà… La pozione Magica!… Di cui l’ingrediente mancante è… un bambino!!
Come si spiega il vestito nero? E i nomi strani e paurosi che solo una strega può dare?
Seconda (questo è il nome della donna) si rivelerà a Bernardo per quella che è: una donna anziana, rimasta vedova da tempo, un po’ orba, che cucina la sua Zuppa di Cavolo, ha un gatto come unico amico ma nel cuore una allegria “adombrata” che l’incontro insperato col bambino, in mezzo a tanta solitudine, risveglia come… un sorriso!
Il racconto della vita comincia a dipanarsi e così ritornano alla luce i sogni di un bel principe (che però di azzurro non aveva nemmeno i calzini); le rime baciate del suo fidanzato, e soprattutto i ricordi dei giochi di una volta fatti… con niente!
Con le mani, la voce, la fantasia. Proprio come Bernardo fa con il suo Cucchiaio, che riesce a trasformarsi anche in Ago Magico dal Filo Invisibile che può tenere uniti, ma che si può tagliare, se il rischio è quello di creare un “legame”… troppo stretto.
“Strega Comanda Color!”, “Una parola che inizia con la…”, “Carta, Sasso, Forbice”
… sono questi gli appuntamenti comici e giocosi che si daranno i due protagonisti.
Ora possono salutarsi: lui con un cucchiaio in meno e un senso di libertà in più, lei con i suoi colori riaccesi e un piccolo grande amico trovato. Entrambi sicuri… di ritrovarsi!
Debutto ufficiale: 6 Giugno 2007 al "Teatro Comunale" di Pietra Ligure
- Lo spettacolo teatrale “ La strega nella zuppa “, ha divertito e coinvolto tutti i nostri 100 bambini. La storia è piacevole e divertente e gli attori sono preparati e comunicativi. I messaggi educativi proposti hanno stimolato la fantasia dei nostri alunni e la loro creatività. L’ incontro fra il bambino Bernardo e l’ anziana Seconda, avviene perché entrambi riescono a vincere la loro solitudine e giocando insieme, possono riconoscersi amici, nonostante la differenza di età. Entrambi donano molto di se stessi e allo stesso tempo si arricchiscono l’uno attraverso l’altro-. Maestra Cinzia Prochilo, Ist. Santa Dorotea, Genova
“Lo spettacolo, che si avvale di pochi ma funzionali elementi scenici, è interpretato da due attori molto bravi e preparati: Marisa Varosio e di Massimo Ivaldo, anche autore del testo. I due fanno rivivere sulla scena le vicenda di una mamma che teme i percoli della vita di oggi e di un bambino che per vincere la solitudine si inventa incontri con persone e creature. Varosio e Ivaldo creano uno spettacolo davvero godibile, divertente e gioioso che riesce a far interagire a più riprese pubblico in sala e attori. Grazie all’inventiva e alla creatività dei due bravi attori lo spettatore scopre il piacere di stupirsi e nel contempo commuoversi. Spettacolo intelligente e rigoroso, La strega nella zuppa, è una prova molto felice e persuasiva di una drammaturgia che si inserisce nel filone del teatro destinato ai bambini, ma che piace anche agli adulti”.
Prof. Roberto Trovato, Docente di Storia del Teatro (Facoltà di Lettere e Filosofia, DAMS)
Far ridere la massa può essere anche semplice se si scende a patti con l'intelligenza e il valore dei contenuti, ma certamente più raro e di significato è riuscire a regalare a dei piccoli e grandi spettatori, un momento di serenità... L' ho vista, concretamente, sui visi dei miei alunni sottoforma di sorriso... La gente spesso ride sonoramente, ma sorride poco perché il sorriso è benessere... e se ci si sforza... muore sul volto. “La strega nella zuppa” è uno spettacolo caldo come la coperta di lana della nonna, delicato...di valore. Il tutto è reso magico dalla mimica libera... poetica di Massimo Ivaldo e dallo spazio restituito alla fantasia vera. E' magnificamente semplice... come solo le cose più ricche e profonde possono permettersi di essere. Maestra Paola Di Pasqua, S. Gottardo (GE)